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Conto corrente cointestato: a chi appartiene il saldo? #adessonews

Quando le somme appartengono in quote uguali ai cointestatari e cosa succede se uno preleva l’eccedenza.

Tutti coloro che hanno un conto cointestato a firme disgiunte – ad esempio, con un genitore o con il proprio coniuge – sanno bene che ogni cointestatario può operare autonomamente dagli altri, senza necessità della loro preventiva approvazione per le varie operazioni da compiere: quindi il singolo cointestatario può emettere assegni, fare bonifici, pagare merci e servizi con le carte di credito o di debito collegate al conto, ed anche prelevare in contanti l’intera somma disponibile. Queste ampie facoltà concesse a ciascuno dei cointestatari, però, non danno risposta a una importante domanda di fondo: in un conto corrente cointestato, a chi appartiene il saldo?

Di fatto molti conti cointestati sono alimentati solo da un correntista, e non dagli altri: è frequente il caso del marito lavoratore con moglie casalinga, di un padre con i figli ancora studenti, di anziani, vedovi e pensionati, che condividono il proprio conto corrente con l’attuale compagna di vita e talvolta con la propria badante. La possibilità concreta di poter facilmente svuotare il conto all’insaputa degli altri cointestatari – senza nessuna responsabilità della banca – potrebbe lasciare a bocca asciutta e tasche vuote proprio coloro che nel corso del tempo avevano alimentato quel conto corrente con i propri stipendi, pensioni e risparmi versati. Se si verificano queste incresciose situazioni, la risposta alla nostra fondamentale domanda: a chi appartiene il saldo di un conto corrente cointestato? arriva, come sempre, dalla legge e dalla giurisprudenza.

Conto corrente cointestato: cos’è e come funziona

Un conto corrente bancario o postale si definisce cointestato quando gli intestatari sono più di uno, dunque almeno due. Il conto corrente cointestato può essere, fondamentalmente, di due tipi:

  • a firme congiunte: in questo caso per compiere le operazioni è necessario l’assenso preventivo di tutti i contitolari; in mancanza di tale autorizzazione, la banca non esegue l’ordine di esecuzione disposto da un cointestatario;
  • a firme disgiunte: ciascuno dei cointestatari può compiere, autonomamente e senza necessità di preventiva autorizzazione degli altri, tutte le operazioni consentite dal contratto che regola il rapporto di conto corrente.

Conto corrente cointestato: di chi sono i soldi?

Le somme depositate in un conto corrente cointestato si presumono in comproprietà tra i titolari del conto, in quote ideali e proporzionali al numero dei correntisti: ad esempio, in un conto cointestato tra marito e moglie il denaro appartiene al 50% ciascuno, se è fra tre fratelli per un terzo ciascuno, e così via. I rapporti interni tra i correntisti sono regolati dall’art. 1854 del Codice civile, secondo cui i cointestatari «sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto»: perciò i debiti ed i crediti si ripartiscono in queste proporzioni di legge solo se non risulti diversamente, ad esempio da un contratto che prevede l’appartenenza esclusiva delle somme versate da ciascuno nel corso del tempo.

Questa situazione determina, secondo la giurisprudenza, una presunzione di comproprietà delle somme in giacenza, che appartengono in quote uguali ai vari cointestatari; ma questa presunzione non è assoluta, e può essere superata da una prova contraria, come nel caso in cui si riesca a dimostrare che il saldo attivo presente sul conto discende da versamenti fatti nel corso del tempo da uno solo dei correntisti. Perciò chi ne ha interesse può dimostrare che la cointestazione del conto rappresentava, in realtà, solo una simulazione (finalizzata a far apparire una situazione diversa da quella reale), ed agire in via giudiziaria per il recupero della quota spettante nei confronti di chi l’ha indebitamente prelevata, spesa o altrimenti utilizzata (ad esempio, trasferendola sul proprio conto corrente personale ed esclusivo).

Come si divide il saldo del conto cointestato?

La divisione del saldo presente sul conto corrente cointestato può avvenire non soltanto al momento della chiusura del conto, ma anche quando uno dei cointestatari muore, o se il conto è cointestato tra una coppia di coniugi che si separano, oppure se uno dei cointestatari lo richiede, per qualsiasi motivo e in qualsiasi momento. Come abbiamo detto, le quote di rispettiva spettanza si presumono uguali nei rapporti interni, fino a prova contraria: perciò è in queste proporzioni che dovrà essere ripartito il saldo attivo tra i vari cointestatari (o gli eredi di quello deceduto).

Bisogna sempre distinguere i rapporti dei correntisti con la banca dai rapporti interni dei cointestatari tra loro: verso l’istituto di credito, come abbiamo visto, c’è una responsabilità solidale (quindi, in caso di saldo debitorio, la banca può agire per il recupero nei confronti di tutti i cointestatari), mentre se un cointestatario eccede i limiti della quota di propria spettanza, ad esempio prelevando l’intero importo depositato, sarà responsabile nei confronti degli altri e dovrà rifondere la parte di loro proprietà.

A tal proposito una nuova ordinanza della Cassazione [1] ha precisato che ciascun cointestatario, anche quando ha la facoltà di compiere operazioni disgiuntamente dagli altri (e, come abbiamo visto, la banca glielo deve consentire), nell’ambito dei rapporti interni con gli altri cointestatari non può disporre, senza il loro consenso, della somme depositate in misura eccedente la propria quota di comproprietà; e ciò vale sia in relazione al saldo finale presente al momento della chiusura, sia durante lo svolgimento del rapporto, con riferimento al saldo contabile e disponibile giorno per giorno per prelievi o altre operazioni.

Approfondimenti

Per maggiori dettagli, e soprattutto per approfondire cosa succede ai conti correnti cointestati nelle vicende ereditarie, leggi:

note

[1] Cass. ord. n. 23403 del 27.07.2022.

Cass. civ., sez. II, sent., 27 luglio 2022, n. 23403

Presidente D’Ascola – Relatore Scarpa 

Il testo integrale della sentenza sarà disponibile a breve.

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